Montepulciano da assaggiare

Dove siamo? Quasi ovvio: siamo nelle Terre di Siena. E se è abbastanza facile stabilire i confini geografici di Montepulciano, un pochino più difficile è stabilire quelli culturali, che qui non sono netti, tirati con il righello, ma si sfumano come acquerelli e a un certo punto non sappiamo più se abbiamo sconfinato troppo a est, in Umbria, o un filino troppo a sud, nell’alto Lazio. Quindi, anche la cucina risente di certe commistioni con altri luoghi, con altre tradizioni, con altre preparazioni, che magari cambiano di nome, ma che nella sostanza non sono poi così diverse. Certo è che se il cibo, la tipicità, il mantenimento della tradizione a tavola sono il comune denominatore di tutta la provincia italiana, quindi anche delle terre appena fuori confine di Montepulciano,  qui forse tutto ciò è più vero che altrove, perché non solo il passato è mantenuto, ma prosegue ogni giorno pienamente vitale  – soprattutto per la gioia degli abitanti – grazie anche ai giovani, che ben volentieri si mettono ai fornelli, per passione e per professione, proponendo certi piatti dai nomi antichi, che hanno fatto del nostro vernacolo la lingua ufficiale che risuona nelle cucine della nostra città: il francese e altre terminologie svolazzanti le lasciamo volentieri ad altri contesti, ad altre situazioni, ad altre latitudini. Salumi di cinta senese (quel simpatico maialetto immortalato dal Lorenzetti, già nel 1300, in un celebre affresco nel Palazzo Comunale di Siena), il Vino Nobile di Montepulciano, il Vino Rosso di Montepulciano, il Vin Santo, la carne della Chianina, il bovino più grande del mondo, certi sughi di cacciagione o a base di aglione – un aglio gigante autoctono – e poi… i pici, spaghettoni fatti a mano, che sono entrati a pieno titolo nell’Inventario Nazionale del Patrimonio Agroalimentare Italiano: questi sono solo alcuni buoni motivi per assaggiare Montepulciano; ma ce ne sono mille altri, perché le variazioni sul tema, aggiungendo certa frutta che è tipica solo di questo territorio, l’olio extra vergine d’oliva, i tartufi e i formaggi di pecora, diventano infiniti. Ristorantini tipici, autentici depositari del nostro antico sapere gastronomico; piccole osterie, dove si mangia tutti insieme in allegre tavolate; ristoranti di alto livello, dove i piatti della tradizione sono talvolta rivisti alla luce delle nuove tendenze, ma senza fastidiosi “tradimenti”: a voi il piacevole onere di assaggiare un po’ di tutto, per riportare a casa il ricordo indelebile di sapori unici al mondo.